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domenica 12 novembre 2017

Per fare un po' di chiarezza sull'asessualità...volete una "FETTA DI TORTA"?

OK OK...Mi scuso con tutti voi, è da un po' di tempo che non ci vediamo ma purtroppo, la vita mi impegna tantissimo e non sempre riesco a dedicare tempo per stare su internet...ma ora sono tornata! E ho deciso di dare vita a questo nuovo progetto, che riguarda soprattutto l'asessualità! Una nuova rubrica, che si chiama "FETTA DI TORTA".
Nonostante la diceria che la comunità asessuale è la comunità della parentesi LGBTQIA+ meno discriminata, ciò non è del tutto vero dato che è quella maggiormente ignorata (inteso sia come meno conosciuta, che inteso come quella nei confronti della quale si è più indifferenti) che di per sé, è già una discriminazione.
Il mio intento sarà quindi fare in modo che ci sia più cultura riguardo l'assessualità, sia come punto di riferimento per chi fa parte dell'ambiente che, come punto di conoscenza per gli allosessuali più empatici!



Se volete capire il perché di questo nome, vi basti sapere che "la fetta di torta" è uno dei simboli della comunità asessuale semplicemente perché è la ovvia risposta alla classica domanda "cosa c’è di meglio del sesso?".
Volete saperne di più? Non vi resta che prendere la mia mano e sedetevi in viaggio con me verso la conoscenza dell'asessualità!

martedì 22 agosto 2017

56 anni, giornalista, sessuocentrico: ho sbagliato? // RANT DA ASESSUALE #1

Sospendo questa pausa estiva che mi sono presa col blog perché sul Twitter qualche giorno fa, mi sono imbattuta in un articolo di giornale scritto da Massimo Gramellini rivolto ad una ragazza che le aveva scritto per chiedere consiglio e invece...beh, l'articolo non mi è piaciuto per niente - potete trovarlo cliccando qui - quindi ho deciso di scrivere una risposta alternativa.
Buona lettura!

Ciao M., non so il tuo nome ma con questa lettera che ti dedico, ho deciso di chiamarti Marta; immagino non c'avrò azzeccato, ma mi piace l'idea d'averti dato un nome, così che tu non sia una M. qualunque. 
Quindi, ricominciamo.
Cara Marta, ho deciso di scriverti questa lettera per cercare di rispondere, al meglio, ed aiutarti riguardo ciò che ti assilla. 
La mia giornalista e scrittrice preferita, Oriana Fallaci, utilizzava le interviste per ottimizzare il tempo invece io uso la lettera per cercare di esprimermi in maniera il più confidenziale possibile. 
Abbiamo solo 10 di differenza (spero che ciò non ti turbi), ne ho 21 e anche se più piccola, ho incominciato da un po' a farmi domande sulla mia sessualità e sul perché non fossi, citandoti come le "tanto adolescenti più scaltre che vivono il sesso con leggerezza". Mi domando tutti i giorni il perché non posso avere pure io ogni sera qualcosa con cui fare l'amore, di getto e senza trastulli mentali di alcun genere, separando mente e corpo, come tante mie coetanee. Mi chiedo spesso perché non possa essere una di quelle ragazze "normali" e la risposta che mi do è sempre che: ogni persona è diversa da qualunque altra, è una legge della natura e bisogna accettarla così, così come si accetta la gravità, che ci tiene ancorati i piedi al suolo e non ci permette di volare in autonomia come le rondini. 

venerdì 26 maggio 2017

Attrazione sessuale o [...] ? // EAD n. 7

Cercando sul vocabolario (ho usato la Treccani online) la parola "attrazione", si legge: 
Azione e forza di attrarre, anche in senso fig.: a. tra due corpi; l’a. sessuale; esercitare grande a.; essere, costituire un centro di a.; il mare aveva per lui l’a. misteriosa d’una patria (D’Annunzio); con senso passivo, l’essere attratto, sentimento di viva simpatia o di trasporto: provare, sentire a. per qualcuno o per qualche cosa. 

Come sapete, nel vocabolario vengono inseriti "gli usi comuni" di una certa parola e come avete visto in questo caso, emerge l'uso di "attrazione sessuale" anche se, come voglio spiegarvi in questo post, non esiste solo questo tipo di attrazione e soprattutto, è usata molto più in generale rispetto a quella che davvero è. 
Infatti, siamo abituati a pensare a determinati comportamenti da adottare con gli amici o col partner, ma non analizziamo il tipo di emozioni che ci aiutano a distinguere un affetto dall'altro. 

Ci sono vari tipi di attrazione anche se da un punto di vista puramente teorico dato che, quando interagiamo spontaneamente con le persone, interagiamo e basta mica ci accorgiamo che tipo di attrazione proviamo! Eppure...per diverse persone non eteronormative, questa differenza esiste. 

giovedì 15 dicembre 2016

La sapiosessualità è snob? // EAD n. 5

No, è semplicemente una forte attrazione erotica per l'intelligenza.

Vi avevo chiesto nel post della demissessualità qui sul blog, e mi avete risposto con un sondaggio su Twitter, in cui vi chiedevo quale argomento vi sarebbe interessato avessi trattato, scegliendo la "sapiosessualità" come tematica, quindi eccomi qui a cercare di spiegarvela.


Da un punto di vista sociale, se andaste su "Urban Dictionary" per il significato di "sapiosexual", trovereste che per molti definirsi "sapiosessuale" vuol dire dichiararsi contro lo "status quo" della propria cultura quando si considera "superficiale" perché l'aspetto esteriore prevarica sul resto, nelle persone.

sabato 3 dicembre 2016

Ur so gay and u didn't even like...p*nis // EAD n. 4

No, non sono diventata omofoba di colpo, il verso nel titolo fa parte di una canzone di Katy Perry, l'ultimo di preciso, "Ur so gay" di un bel po' di anni fa, derivante da una delusione d'amore a cui poi si fa riferimento a tutti i "difetti" dell'uomo in questione che lo rendono "femminile".
Ora come ora sarebbe socialmente inaccettabile (giustamente) e no perché si "offende" una persona (purtroppo, intendo che se si offende un omosessuale la gente non si indigna perché è considerata come una persona, ma solo perché la considera come "omosessuale") ma viene vista come offesa per la comunità gay, nonostante parli del maschio metrosessuale, altro termine parecchio omofobo, che non c'entra per nulla col maschio omosessuale.

martedì 29 novembre 2016

Perché mai dovremmo etichettarci? // EAD n. 3

Cosa vuol dire essere "pro etichette": l'importanza sociale del linguaggio e della familiarità è contro le discriminazioni di ogni tipo.


Prima di iniziare il post vero e proprio, vorrei che leggeste questa testimonianza di Chimamanda Ngozi Adichie. 


DISCLAIMER: Il materiale qui immediatamente sotto riportato non è di mia proprietà, dunque tengo a precisare il mio intento è semplicemente quello di RIPROPORLO per farlo arrivare a più persone possibili. Ciò che ho fatto è soltanto di averlo messo per iscritto, per coloro che vogliono più velocemente leggere piuttosto che vedere il video, su cui sono comunque attivabili i sottotitoli in italiano. Il materiale che vi propongo è di proprietà della TED.
Buona lettura!

sabato 5 novembre 2016

Cosa vuol dire demisessuale // EAD n.1

LA SESSUALITÀ' DEI SENTIMENTALI: come vivere l’erotismo solo in particolari condizioni affettive e romantiche.


Penso che se siete capitati in questo post e siete interessati, avete avuto il sentore di poter essere demisessuali oppure conoscete qualcuno che lo sia o pensate che lo sia, o semplicemente volete sapere qualcosa in più riguardo questo tipo di sessualità.
Essendo stata scoperta da meno tempo rispetto alle altre, capita che è poco accettata o poco creduta ed è difficile che una persona si riconosca o riconosca gli altri come 'demisessuali', motivo per cui il mio intento è quello di spronarvi a parlarne se vi rivedete o conoscete qualcuno che può rivedersi in tutto ciò poiché spesso ci si sente meglio quando ci si può identificare in una etichetta; grazie ad esse ci si sente meno diversi e soli e finalmente parte di qualcosa oppure, oppure può capitare che non ci si voglia identificare proprio così da non sentirsi ingabbiati e anche in questo non c'è nessun problema!
L'importante è che alla fine del percorso di conoscenza della propria sessualità, ci si senta bene con se stessi e inoltre essere più coscienti del proprio orientamento sessuale e di come esso possa differire dall'orientamento del partner può aiutare a facilitare le comunicazioni ed eliminare i malintesi.