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mercoledì 5 aprile 2017

Cosa vuol dire "orgoglio curvy"?

Nonostante esista anche lo thinshaming, non è ai livelli del fatshaming, ciò non significa che sia meno importante - o che uno dei due sia più importante dell'altro, - solo che il primo è molto più facile del secondo da combattere o non sarebbero esistiti i "disturbi dell'alimentazione".
Ma veniamo al dunque, cosa significa curvy? È una sorta di via di mezzo? È solo un modo per la body positive per promuovere l'obesità?
Prima di continuare a leggere, se sapete solo "per sentito dire" cosa sia la "body positivity" e non l'avete ancora approfondita per conto vostro e bene, vi consiglio di cliccare qui in cui c'è un piccolissimo specchietto.

Cliccato o non cliccato, se siete tornati in questo post oppure non lo avete mai lasciato, inizio col chiarirvi ciò di cui voglio parlarvi.

martedì 28 marzo 2017

Le basi del BODY-POSITIVITY // EAD n. 6

Ho sempre amato la forma delle mie mani. Ma stamattina, al buio della mia stanza, è caduta l'attenzione dei miei occhi sulla forma del mio pollice, retroilluminato da sotto dallo schermo del mio smartphone (perché stavo aspettando che spostasse le applicazioni sulla Scheda SD, quindi nemmeno di proposito) e mentre aspettavo, continuavo a guardarlo pensando che non lo avevo mai conosciuto davvero: 20 anni a crescere insieme e io una mattina d'improvviso ho scoperto che non l'ho mai osservato con così tanta attenzione.
Ora voi mi chiederete "ma cosa c'entra il tuo pollice in questa discussione?" Vi rispondo che c'entra tantissimo con le cose che vi spiegherò di seguito. Poi a me son sempre piaciuti i pollici un pochino più ricurvi verso l'interno...

venerdì 3 febbraio 2017

L'ossimoro dell'amore femminista


: principesse Disney e femminismo
Può Belle definirsi femminista? Quando ci si può realmente definire femminista?
Perché Emma Watson è stata ampiamente criticata per il suo essere femminista ma allo stesso tempo decidendo di interpretare una principessa Disney controversa?
Ante-scriptum: Per onestà intellettuale devo per forza dirvi che scrivo questo post anche perché Belle è la mia principessa Disney preferita.

Buona lettura. 

lunedì 26 dicembre 2016

Qual è davvero il femminismo?

Perché il femminismo non è reversibile all'egualitarismo, ma chi è l'"egualitario"?

Eccomi con un'altro post sul femminismo. "Chi disprezza, compra" direte voi. E in effetti sì, nonostante non è mai stato mai il mio intento disprezzare un movimento così ampio se non il modo in cui "certe persone" lo portano avanti, motivo per cui, dato che oggi voglio parlare del femminismo in sé come ideologia e no come movimento, del mio punto di vista che non ha la pretesa di essere l'unico giusto, ma soltanto uno dei tanti che ci sono, ed è giusto che ci siano perché non si andrebbe da nessuna parte se nessuno imparasse dall'altro, questa volta sarò più pacata; proprio perché pensato come flusso di coscienza, non avrà eccessive formattazioni nel testo, che di solito uso per farvi concentrare e riflettere su determinate frasi, per essere il più fluido possibile. 
Il femminismo, che io voglio vedere dal punto di vista dell'attivismo è un argomento che mi ossessiona e appasiona così tanto che mi riduco anche alle 3 di notte a leggere i più svariati articoli su di esso per capirci ancora meglio qualcosa. È normalissimo, lo so! Ma bando alle ciance, ora iniziamo.

domenica 18 dicembre 2016

È più pesante l'elefante o la farfalla? // Grassofobia

La grassofobia non esiste? Mh, magari!

Non è il primo post che faccio sulla grassofobia quindi prima di iniziare, vi rimando a questo mio precedente post su questo argomento, con l'utilissima testimonianza di una persona seria come Kelli Jean Drinkwater anche per farvi capire di cosa vi parlerò qui: grazie se ne terrete conto, vi informo che in base alle vostre preferenze, c'è sia il video sottotitolato in italiano, oltre il testo sempre in italiano che vi ho riportato. 
Essenzialmente vi sintetizzo, la "grassofobia" è la "paura del grasso", paura che ha come conseguenza la discriminazione e derisione delle persone grasse.

martedì 13 dicembre 2016

L'aborto non è un metodo contraccettivo

Quando essere contro l'aborto è socialmente inaccettabile e il perché dell'esistenza degli obiettori di coscienza.

So già che verrò odiata dalla maggior parte delle persone che leggeranno questo post, ma poco mi importa dato che lo scopo, almeno da parte mia, non è quello di generare odio, se volete farlo voi siete liberi di farlo, ma quello di analizzare il fenomeno da un punto di vista sociale, per quanto, data la delicatezza, ciò è umanamente ammissibile. 
Vi chiedo quindi se prima di saltare a conclusioni affrettate, nonostante sia un argomento difficile da affrontare, leggeste il post fino in fondo prima di capire da quale parte della bilancia la mia idea sta.
Premetto dicendo che ovviamente parlo di aborto volontario e consenziente e che non è assolutamente mia intenzione giudicare nè chi lo pratica e nemmeno chi non lo pratica, incolpare nè chi è favorevole e nemmeno chi non lo è, ma vi parlo soltanto per esprimere la mia idea ed accendere un confronto di matrice sociale più che etica, perché ognuno di noi si occupa della propria etica.


lunedì 7 novembre 2016

L'antifemminismo è così socialmente inaccettabile?

L'Occidente vi ha mangiato il cervello quindi arriva il "femminismo" dal metodo cristiano

Non avrei immaginato che a così poca distanza di tempo avrei scritto un altro post sul femminismo, ma se lo faccio vuol dire che c'è altro e tanto bisogno di parlare di questa tematica e delle diverse problematiche collegate ad essa.
Innanzitutto, per capire bene cosa intendo io per "antifemmismo" vi consiglio di leggere questo articolo "Davvero serve ancora il femminismo?" che ho scritto precedentemente. 
Personalmente credo che la parola "antifemminismo" è così socialmente inaccettabile perché avete paura della differenza e preferite discutere con persone che la pensano uguale a voi, ma così vi avviso che non permettete al vostro pensiero di svilupparsi e approfondirsi, o a cosa servirebbe il confronto altrimenti?

venerdì 28 ottobre 2016

Davvero serve ancora il femminismo?

Perché credo che il femminismo non funzioni più come una volta e debba essere cambiato in antifemminismo


Mi è capitato spesso di essere fraintesa quando affermavo di essere antifemminista ed essere catalogata semplicemente come 'idiota e cattiva' perché non appoggiavo il femminismo. Un po' quando si dice che si è femministe e l'interlocutore pensa ad un cane rabbioso. Ma di quale femminismo stiamo parlando?
Fortunatamente il resto delle volte, purtroppo ancora poche, mi è stato chiesto realmente il mio parere e se state leggendo questo post, vuol dire che interessa saperlo anche a voi.

Innanzitutto credo che il femminismo sia una gran cosa, almeno se usato nella maniera giusta.
Una delle prime cose che mi fanno torcere il naso è che all'interno dello stesso movimento femminista non si sappiano bene i confini definiti, o non ci sarebbe stato il bisogno di avere più ondate, e il più delle volte ci si attiene semplicemente alla definizione presente sul dizionario, che è in ogni caso ben poco rispetto all'ampia realtà sociale e letteraria presente negli studi su di esso. Tutto questo meccanismo porta ovviamente ad attaccarsi fra stesse femministe perché si arriva a rinnegare il femminismo dell'altra. Quante volte vi è capitato sentir dire 'tu non sei una vera femminista!'? Eh, ma il femminismo non significa accettare le scelte delle donne? Sia che esse vengano canonicamente appoggiate (ad esempio la scelta di non depilarsi) o che non siano canonicamente appoggiate (la donna che decide di essere casalinga)? Non parlo di opportunismo perché quello è un concetto che rientra nell'essere d'accordo sulle opinioni personali e non sulle scelte di vita, ma di principi condivisi che devono essere alla base del movimento come la tolleranza. L'empatia. Il riuscire ad accettare che l'altra persona abbia fatto delle scelte diverse dal proprio ideale di 'normalità'. 
Anche nel caso in cui una donna decide di definirsi antifemminista, di certo bisogna partire dal presupposto che non va contro se stessa.